In aprile 2023, il debito dei mercati emergenti in valuta forte(1) ha reso il +0,53%, mentre il debito dei mercati emergenti in valuta locale(2) ha reso il +0,86%. Per il debito corporate dei mercati emergenti(3), il rendimento totale nel periodo è stato del +0,88%.

Nel debito dei mercati emergenti in valuta forte, il grosso del rendimento positivo nel mese è venuto dal componente Treasury, con il rendimento dei Treasury a 10 anni sceso di 5 punti base (bps) nel mese, fino al 3,42%. A parte le consuete speculazioni relative alla politica USA sui tassi d'interesse, un'altra area di attenzione crescente negli USA ha riguardato l'imminente tetto del debito e il consenso politico necessario per gestirlo. Vi è stato un analogo contributo positivo minore dagli spread del mese, con lo spread sull'indice ristretto di un marginale punto base.

Nel debito in valuta locale, il rendimento positivo nel mese a livello di indice ha registrato contributi positivi approssimativamente uguali dai rendimenti delle obbligazioni e degli FX. Il rendimento sull'indice è stato di 6 bps inferiore, pari al 6,53%. Nel debito corporate dei mercati emergenti, oltre all'impatto positivo dei rendimenti inferiori dei Treasury, vi è un contributo positivo anche dagli spread, che si sono ridotti di 3 bps nel mese.

Aprile è stato un mese molto più tranquillo per i mercati obbligazionari, con una volatilità ridottasi notevolmente rispetto al mese precedente. Problemi più ampi nei mercati creditizi dei paesi sviluppati hanno il potenziale di danneggiare le valutazioni del debito dei mercati emergenti, a fronte del movimento degli spread rispetti ai prezzi in previsione di una recessione. Tuttavia, le previsioni più basse per il tasso terminale dei fondi federali USA e una minore "eccezionalità" della crescita USA possono avvantaggiare i mercati emergenti. La debolezza dei dati dell'inflazione USA possono inoltre fornire un'ulteriore impulso alle valute dei mercati emergenti, poiché la forza del dollaro alimentata dai differenziali dei tassi verrebbe invertita.

L'accelerazione della ripresa in Cina rimane un rischio positivo, sebbene con effetti a cascata positivi finora più deboli del previsto. Uno scenario quasi "dorato" per i mercati emergenti sarebbe una combinazione di moderazione delle previsioni sui tassi federali, con una minore crescita degli USA e un dollaro USA più debole. D'altro canti, i due scenari che potrebbero portare a un ambiente più suscettibile al rischio sarebbero dati da previsioni di tassi d'interesse USA rivisti al rialzo a causa di un'inflazione più tenace negli USA e/o rischi di stabilità finanziaria in forte aumento.

Riteniamo che l'ambiente attuale richieda un alto grado di selettività, con una preferenza per i crediti dei mercati emergenti meno fondati sull'accesso al mercato imminente, che rimane fuori portata per molti emittenti ad alto rendimento. Analogamente, nell'ambiente corrente, preferiamo crediti con stati patrimoniali più resilienti e un debito ampiamente a tasso fisso, che dovrebbe contribuire a limitare l'esposizione al costo superiore del capitale, che prevediamo possa prevalere per molti emittenti per qualche tempo. 

 

  1. Misurato dal JP Morgan EMBI Global Diversified Index
  2. Misurato dal JP Morgan GBI-EM Global Diversified Index (senza copertura in USD)
  3. Misurato dal JP Morgan CEMBI Broad Diversified Index