La qualità asiatica fa la differenza

Molti paesi asiatici godono di una posizione più solida per riavviare le attività economiche rispetto a diverse economie occidentali. Inoltre, grazie a valutazioni contenute, le azioni di qualità a lungo termine appaiono interessanti.

Benché molte nazioni abbiano ormai allentato i lockdown e riaperto le proprie economie, le prospettive per i mercati azionari asiatici restano incerte a causa delle ripercussioni della pandemia e dei rischi di recessione.

Le misure drastiche prese per contenere la trasmissione del virus hanno fortemente penalizzato l'attività d'impresa. Ad oggi, uno dei rischi principali, è rappresentato da una seconda ondata di contagi in paesi che hanno allentato le misure di contenimento troppo presto. Inoltre, il riacutizzarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Cina e la corsa alle elezioni presidenziali USA il prossimo novembre lasciano presagire ulteriore volatilità.

Diversi governi asiatici si sono dimostrati capaci di gestire la crisi e hanno preso decisioni difficili con grande tempestività.

Diversi governi asiatici si sono dimostrati capaci di gestire la crisi e hanno preso decisioni difficili con grande tempestività.

Tuttavia, l'andamento dell'epidemia è stato molto eterogeneo nella regione dell’Asia Pacifico. Vi sono rischi per l'economia e persino per la stabilità sociale in paesi quali India e Indonesia. Al contempo, diversi governi asiatici si sono dimostrati capaci di gestire la crisi e hanno preso decisioni difficili con grande tempestività. Questi paesi oggi godono di una posizione migliore per far ripartire le loro economie.

Cina, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Australia e Nuova Zelanda sembrano destinate a subire danni economici inferiori grazie all'efficace implementazione delle misure di contenimento. Nel complesso, questi mercati rappresentano oltre l'80% dell'indice MSCI AC Asia Pacific Ex-Japan.1

L'Asia trae vantaggio dalla sua ortodossia economica, che conferisce alle banche centrali della regione un margine di manovra più ampio per tagliare i tassi rispetto alle controparti occidentali che hanno ormai esaurito gli strumenti di politica monetaria convenzionali.

La maggior parte dei paesi asiatici, inoltre, può contare su una maggiore solidità per quanto riguarda partite correnti, rapporti debito pubblico/PIL e conti economici di privati, banche e imprese. Questo quadro dovrebbe rassicurare gli investitori in prospettiva futura.

Inoltre, le tendenze strutturali continuano a favorire l'Asia, in particolare il potere di consumo di una classe media sempre più benestante. La regione ospita la metà della popolazione mondiale e rappresenta quasi la metà del PIL globale. È all'avanguardia nelle dinamiche di transizione tecnologica, come l'adozione del 5G, la guida autonoma, l'intelligenza artificiale e l'automazione.

Distinguere vincitori e vinti

Da parte nostra, raccomandiamo vivamente agli investitori di concentrarsi su due fattori nel secondo semestre dell'anno: quali aziende sono nelle condizioni di superare la tempesta del COVID-19 e quali contorni assumeranno gli utili societari una volta normalizzati.

In primo luogo, occorre operare una distinzione in base alla qualità, andando quindi a individuare società con bilanci solidi, bassi livelli di indebitamento e vantaggi competitivi sostenibili che operano in settori con prospettive di crescita strutturali. Le imprese con questo profilo tendono a essere più resilienti nelle fasi di rallentamento.

Dato che il dissesto finanziario mette a repentaglio le società più deboli, sarà necessario valutare le opportunità a livello di singoli titoli. Il secondo semestre dell'anno sarà dunque il momento giusto per affidarsi a uno stile di gestione attiva. I fondi passivi non sono in grado di evitare le società più deboli perché non fanno distinzioni qualitative tra i titoli.

Per ogni impresa, gli investitori dovranno esaminare attentamente il bilancio, le scadenze del debito, i flussi di cassa e la sostenibilità a lungo termine della strategia aziendale. Inoltre, continuerà a rivestire un'importanza chiave anche l'analisi dei rischi e delle opportunità in campo ambientale, sociale e di governance (ESG).

Per la nostra esperienza, i management che hanno evitato le situazioni critiche, riuscendo a creare valore per gli azionisti, sono quelli capaci di vagliare i rischi principali e le possibili soluzioni per mitigarli. Investire in titoli di qualità resta il modo migliore per ridurre il rischio.

In secondo luogo, prevediamo che gli utili societari continueranno a subire pressioni. Molte imprese hanno revocato o differito le distribuzioni di dividenti e ridotto la spesa in conto capitale. Le efficienze operative e in termini di costi potrebbero diventare fattori discriminanti su cui concentrarsi.

Potrebbe essere opportuno tenere conto delle prospettive a livello settoriale. Le azioni legate ai beni di consumo discrezionali, quali automobili, prodotti al dettaglio, viaggi e turismo, sono state fortemente penalizzate. Tuttavia, con il progressivo allentamento delle misure di lockdown stiamo ravvisando timidi segnali di una ripresa della domanda in alcuni mercati.

I voli interni sono stati ripristinati in Cina, mentre alcuni rivenditori al dettaglio dovrebbero continuare a prosperare poiché i consumatori fanno acquisti di beni tecnologici per agevolare il lavoro da casa. È inoltre probabile che le vendite dell'e-commerce restino solide, anche se non per quei rivenditori che hanno tardato a entrare in questo mercato.

Per quanto ci riguarda, continuiamo a prediligere il settore tecnologico, che tuttora beneficia di fattori di crescita strutturali, tra cui il cloud computing, i data centre, il G5 e l'interconnettività digitale. Siamo tuttavia consapevoli che il tema della tecnologia sta assumendo rilievo politico nella corsa alla Casa Bianca, basti pensare alle pressioni su Huawei e alle crescenti frizioni tra Stati Uniti e Cina.

Manteniamo un outlook negativo per quanto concerne il settore bancario, poiché subisce un'erosione dei margini a causa dei tagli sui tassi d'interesse e risente della pressione a sostenere clienti ed economia mediante la sospensione delle rate dei prestiti e pagamenti differiti degli interessi.

Tuttavia, pur essendoci alcuni rischi all'orizzonte, il mercato sembra averli in larga parte scontati. Malgrado il recente rimbalzo, le valutazioni dell'azionario asiatico restano contenute. Dal momento che le valutazioni differiscono da un segmento all'altro, gli investitori dovrebbero guardare oltre le turbolenze di breve periodo per identificare le opportunità a lungo termine.

Le prospettive migliori sono quelle dell'azionario asiatico di qualità con fondamentali solidi e la possibilità di trarre vantaggio dalla crescita strutturale della regione.

Tra le aree di interesse si annoverano i consumi di fascia elevata in segmenti quali sanità, gestione patrimoniale e assicurazioni, l'adozione di servizi tecnologici quali il cloud e l'introduzione del 5G e le crescenti esigenze della regione legate alle infrastrutture e all'urbanizzazione.

1MSCI, all’11 giugno 2020.


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