La verde muraglia cinese

Il governo di Pechino non può permettere all’inquinamento di danneggiare il benessere economico e sociale del Paese. Questo tema rappresenta un driver strutturale di cui gli investitori dovrebbero approfittare.

Il 2019 rappresenterà un’altra pietra miliare nel percorso della Cina verso la riduzione delle emissioni di carbonio, soprattutto se il Paese riuscirà a consolidare la sua posizione come principale importatore di gas naturale al mondo, dopo aver appena superato il Giappone.

La Cina è, al tempo stesso, il peggior inquinatore di anidride carbonica e una nazione leader nell’impegno a favore dell’ambiente. Questo paradosso riflette sia la velocità impressionante del suo sviluppo economico che l’urgente bisogno di modernizzarsi.

Uno dei capisaldi delle riforme in Cina è il passaggio dal carbone al gas naturale per coprire il fabbisogno energetico sia dell’industria che delle famiglie. Pur essendo un carburante fossile, il gas naturale emette il 50% in meno di CO2 rispetto al carbone. La Cina importa la maggior parte del gas dall’Australia e dalla Costa del Golfo degli Stati Uniti e sta cercando di assicurarsi nuovi approvvigionamenti dall’Asia centrale nonché di migliorare la propria rete di infrastrutture e condutture.

La crescita del settore del gas naturale e delle industrie correlate, che avrà origine da questo cambiamento di marcia, rappresenta un’opportunità per gli investitori disposti a ricercare le aziende che potrebbero beneficiare di tali sviluppi. L’importante è sapere dove guardare.

Uno dei capisaldi delle riforme in Cina è il passaggio dal carbone al gas naturale per coprire il fabbisogno energetico sia dell’industria che delle famiglie. Pur essendo un carburante fossile, il gas naturale emette il 50% in meno di CO2 rispetto al carbone.

Punto di svolta nelle rinnovabili

La Cina è impegnata anche nello sviluppo delle energie rinnovabili. Solo nel corso dello scorso anno, ha investito in questo settore 126 miliardi di dollari che, secondo i dati delle Nazioni Unite, rappresentano il 45% degli investimenti totali globali. Inoltre ha installato 53GW di energia solare, più dell’intero mercato mondiale nel 2014.

Il calo dei costi e i bassi tassi di interesse sui prestiti nel project finance hanno facilitato questi risultati. Secondo Reuters, i costi per la generazione dell’energia solare sono scesi del 90% nel corso del decennio che ha preceduto il 2017, con pannelli solari che spuntano un po’ ovunque nei parchi industriali e sui tetti delle abitazioni di tutta la Cina.

Tuttavia, il costo di questi investimenti rimane elevato in termini assoluti, soprattutto in relazione ai rendimenti talvolta scarsi, il che sta spingendo Pechino a limitare i sussidi pubblici ai produttori e alle società di sviluppo per alleviare l’onere a carico dello stato. Significa che il settore dovrà adottare innovazioni tecnologiche ed economie di scala per migliorare le efficienze, rivolgendosi anche al settore privato.

Elettrificazione

Anche il processo di elettrificazione è un segmento che, seppur in fase embrionale, presenta un grande potenziale. L’anno scorso, la Cina ha venduto 1,1 milioni di auto elettriche, circa la metà di tutte quelle vendute a livello mondiale, secondo una ricerca congiunta di UN Environment, Frankfurt School-UNEP e Bloomberg del 2018. Benché si tratti di un segmento minuscolo rispetto all’industria automobilistica tradizionale di veicoli leggeri, il tasso di crescita composito annuo per le vendite di mezzi di trasporto elettrici è stato del 66% tra il 2012 e il 2017. Analogamente, le vendite di autobus elettrici sono salite del 30% lo scorso anno e la Cina ha rappresentato il 99% del mercato mondiale.

Di nuovo, la crescita è stata trainata perlopiù da fattori finanziari. Il costo delle batterie agli ioni di litio che alimentano i veicoli elettrici è sceso, dal 2010, ogni anno, grazie ai progressi tecnologici e alle economie di scala tra i produttori. Molto dipende dal costo dei metalli alla fonte, come litio e cobalto.

Ai ritmi attuali, secondo Bloomberg New Energy Finance, entro la metà del 2020 il costo complessivo del possesso di un'auto elettrica potrebbe essere inferiore a quello di un veicolo tradizionale nella maggior parte dei mercati. Entro la fine del 2020 anche il prezzo di vendita dei veicoli elettrici potrebbe essere più conveniente ed entro il 2040 i veicoli elettrici potrebbero rappresentare oltre la metà delle vendite di mezzi di trasporto leggeri in tutto il mondo.

Certamente sarà un argomento all’ordine del giorno per i policy maker nel corso del nuovo anno. Gli investitori dovranno anche considerare l’introduzione di politiche volte a promuovere l’installazione di infrastrutture per la ricarica delle auto elettriche.

Infine, la necessità della Cina di risolvere i suoi gravi problemi di inquinamento rientra in un discorso globale. L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), lo scorso ottobre, ha messo in guardia sul fatto che, ai ritmi attuali, il riscaldamento globale decimerà la barriera corallina e i raccolti, portando all’estinzione di piante e specie animali e all’innalzamento del livello del mare, che spingerà le popolazioni costiere a migrare entro la seconda metà di questo secolo.

I governi saranno costretti a intervenire e la Cina si trova alla guida di questo movimento. Come per ogni altro trend strutturale, gli investitori accorti dovrebbero approfittarne.


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