Davos 2020: è tempo di agire

"Vogliamo davvero passare alla storia come la generazione che non ha fatto nulla per salvare il mondo dall'orlo del baratro e ripristinato l'equilibrio quando ne avremmo avuto la possibilità? Io no". Principe Carlo, Forum economico mondiale 2020, Davos

Non è più tempo di parole

La settimana scorsa ho partecipato al 50º vertice annuale del Forum economico mondiale di Davos. L'argomento di quest'anno era "Stakeholder per un mondo coeso e sostenibile". Chi partecipa per la prima volta è spesso scettico in merito alla natura dell'evento, in parte se non altro a causa delle miglia aeree accumulate solo per discutere dei cambiamenti climatici. Tuttavia, ci siamo congedati con un elenco di azioni tangibili.

Gli investitori rivestono un ruolo fondamentale: saranno le strategie di investimento odierne a plasmare il mondo di domani.

Questo evento è stato un summit esclusivo che ha riunito leader globali in rappresentanza di governi, imprese e società. Per costruire un mondo sostenibile sarà necessario collaborare. Gli investitori rivestiranno inoltre un ruolo fondamentale: saranno le strategie di investimento odierne a plasmare il mondo di domani.

Questioni ESG sotto i riflettori

Il summit di Davos ha sempre prestato attenzione alle questioni a carattere ambientale, sociale e di governance, ma tradizionalmente tali discussioni hanno avuto un ruolo marginale: quest'anno, invece, sono state sotto i riflettori.

Prima dell'evento, il Forum economico mondiale ha pubblicato il suo Global Risks Report annuale, sottolineando come "i cambiamenti climatici stiano facendo sentire i propri effetti in maniera più incisiva del previsto". Le problematiche ambientali rappresentano i cinque rischi principali e costituiscono tre dei cinque più importanti quanto a impatto. Parliamo di conseguenze concrete: innalzamento del livello dei mari, crescente frequenza di eventi climatici estremi e perdita di habitat.

La giovane attivista, Greta Thunberg, ha ammonito i leader globali, accusandoli di "non fare praticamente nulla". Il principe Carlo ha auspicato l'adozione di un nuovo modello economico: quale potrebbe esserne la natura?

Da parte mia, ritengo che dovrà per forza comportare l'adozione di un nuovo approccio all'allocazione del capitale, sia pubblico che privato.

Nuovi obiettivi, nuove misure

Gli investitori saranno chiamati a formulare nuovi standard di successo, guardando al di là delle tradizionali metriche di rischio e rendimento: ciò consentirà di creare incentivi diversi e modificare i comportamenti.

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) delle Nazioni Unite offrono un quadro di riferimento ampiamente riconosciuto di ampia portata e comprendono una serie di indicatori finalizzati a misurare i progressi compiuti dai vari governi. Molte organizzazioni stanno formulando analoghi criteri di impatto per società e investitori, allo scopo di monitorare il capitale umano, sociale e naturale integrando i preesistenti sistemi di misurazione del capitale finanziario.

Criteri di questo tipo possono contribuire a definire le decisioni di investimento.

Nella caffetteria allestita da Aberdeen Standard Investment sulla strada principale di Davos, il nostro Presidente Sir Douglas Flint ha organizzato la presentazione di un rapporto, redatto dall'Economist Intelligence Unit, intitolato “The future of public spending”1. Il rapporto giunge alla conclusione che l'utilizzo di criteri corretti è fondamentale al fine di favorire lo sviluppo e promuovere l'innovazione necessaria al conseguimento di questi obiettivi.

Creare incentivi di investimento in un mondo a basse emissioni di carbonio

Il contesto economico presenta difficoltà per gli investitori, ma offre anche un incentivo a finanziare la necessaria transizione a un mondo a basse emissioni di carbonio.

Ci attendiamo un proseguimento delle attuali condizioni di crescita lenta e inflazione ridotta, con conseguente compressione dei rendimenti di investimento. Questo scenario ha spinto i tassi di interesse a lungo termine a livelli mai visti in precedenza e, secondo le nostre previsioni, questi tassi estremamente bassi persisteranno per molti anni. A loro volta, tali condizioni mettono in difficoltà i singoli individui, che faticano molto ad accumulare risparmi sufficienti per la propria pensione. Di fatto, secondo le previsioni del Forum economico mondiale, il divario in materia di risparmi previdenziali globali dovrebbe giungere a quota 400.000 miliardi di dollari entro il 2050.

Di conseguenza, gli investitori sono più che mai incentivati a mettersi alla ricerca di fonti di rendimento alternative. I rendimenti previsti per il settore dell'energia pulita sono attualmente piuttosto allettanti rispetto a quelli offerti da numerosi altri investimenti. Questi investimenti offrono inoltre l'opportunità di diversificare le fonti di rendimento, consentendo agli investitori di distribuire il capitale secondo modalità responsabili e conformi ai propri valori senza sacrificare potenziali rendimenti o incrementare il rischio previsto.

Amanda Young, Global Head of Responsible Investment, e io abbiamo partecipato a un dibattito, con un gruppo di illustri accademici, dedicato all'importanza dell'allocazione del capitale per un mondo sostenibile. Abbiamo presentato i risultati dei nostri tre principali studi in materia di cambiamenti climatici, che affrontano l'argomento rivolgendosi a destinatari diversi: autorità economiche, analisti degli investimenti e Responsabili dell’asset allocation. I dati sono disponibili nella sezione del nostro sito dedicato agli investimenti responsabili.

Il dibattito ha evidenziato come la lotta al riscaldamento globale vada al di là degli investimenti in infrastrutture fisiche, come turbine eoliche e auto elettriche. Il professor Jonathan Haskel della Imperial College Business School, autore di Capitalism Without Capital, ha sottolineato come le soluzioni autentiche si basino su conoscenze e competenze. “L'inclusione di questi beni immateriali nelle relazioni aziendali non potrà che incrementare l'efficacia di tali investimenti".

Ora di agire

Quest'anno dovremo per forza prefiggerci obiettivi più ambiziosi nella lotta contro i cambiamenti climatici. Le ripercussioni materiali dei cambiamenti climatici si stanno facendo sentire in tutto il mondo, sotto forma di temperature record, forti inondazioni e incendi devastanti. Le pressioni da parte del pubblico affinché vengano presi provvedimenti concreti sono più forti che mai. Gli impegni che sottoscriveremo quest'anno determineranno le condizioni di vita su questo pianeta per decenni a seguire.

Il ruolo dei gestori patrimoniali sarà fondamentale durante la necessaria fase di passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio. Il team di Aberdeen Standard Investments considera rischi e opportunità sul fronte ESG un elemento integrale di ogni decisione di investimento. Ci sforziamo di influenzare la strategia delle aziende interagendo con i loro direttivi e siamo categorici circa la necessità di politiche più rigorose in materia di cambiamento climatico.

Il settore degli investimenti deve agire per il bene comune, impegnandosi esplicitamente in tal senso. Gli investitori non possono osservare passivamente le conseguenze delle proprie attività: ogni investimento ha un impatto sul futuro, sia positivo che negativo. L'obbligo fiduciario di diligenza nei confronti dei clienti, che rappresenta il fondamento del nostro settore, prevede tra l'altro la gestione attiva di tale impatto sulla società.

Una gestione attiva di nuova concezione modificherà il focus degli investimenti, trasformando l'ossessione nei confronti dei rendimenti relativi in un ricordo del passato. Il nostro settore dovrà poter fornire soluzioni di investimento in grado di offrire i risultati richiesti dalla clientela, ma una strategia d'investimento responsabile prevede anche la gestione delle ripercussioni ambientali e sociali.

Investimenti per un futuro migliore

Investire per un futuro migliore è il nostro scopo sociale e cerchiamo di mettere in pratica ciò che predichiamo: d'ora in poi, ad esempio, intendiamo rendere neutra la nostra impronta di carbonio.

Si tratta tuttavia di un obiettivo che non possiamo raggiungere da soli. Nel corso della settimana, Sir Douglas, Martin Gilbert e il mio team hanno dialogato con accademici, policymaker e altri leader globali al fine di comprendere come conseguire i nostri e i vostri obiettivi. Ci siamo incontrati con oltre 50 clienti effettivi e potenziali al fine di discutere come meglio allineare i nostri sforzi.

Per quanto il percorso futuro non sia chiaro, su una cosa ci siamo tutti trovati d'accordo: dobbiamo agire, agire ora e agire insieme.

1 Il saggio, redatto con il supporto di UNOPS, l’organizzazione delle Nazioni Unite dedicata alla realizzazione di progetti infrastrutturali e al reperimento delle risorse necessarie, asserisce che le strategie di spesa adottate sono fondamentali ai fini del raggiungimento degli SDG.


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