Energie rinnovabili, interessanti per natura

Per il carattere intrinsecamente ciclico dei mercati finanziari, è probabile che asset class differenti riportino buone performance in momenti diversi. Gli investitori multi-asset prudenti lo sanno e diversificano i portafogli tra più tipologie di investimento con l’obiettivo di migliorare le loro prospettive di crescita a lungo termine o le probabilità di ottenere un reddito sostenibile.

Gli investimenti azionari e obbligazionari tradizionali resteranno probabilmente una componente importante della maggior parte dei portafogli multi-asset, ma il fatto di abbinarli a strumenti non tradizionali o ad alternative più di nicchia permette di andare alla ricerca di rendimenti non correlati con quelli dei mercati tradizionali. Un’idea d’investimento che consente di ottenere questo risultato è quella delle fonti di energia rinnovabili.

Il passaggio in atto su scala globale dalle fonti di energia finite e tradizionali alle fonti rinnovabili e alternative è senza dubbio un tema importante. Per contenere gli effetti del cambiamento climatico sul pianeta, i governi di tutto il mondo stanno portando avanti programmi per incrementare gli investimenti in energia green, come le centrali eoliche o solari, gli impianti per la generazione di energia idroelettrica, geotermica e da biomassa, oltre alle tecnologie che sfruttano le onde e le maree. Tuttavia, i finanziamenti statali faticano a fornire i capitali necessari. Dunque sono sempre di più i fondi di investimento quotati che sbarcano su questo mercato per coordinare grandi progetti sulle infrastrutture rinnovabili, dalle fasi iniziali della pianificazione e della costruzione fino alla gestione dei siti di generazione di energia pienamente operativi.

Energia verde

I modi in cui il mondo genera energia stanno cambiando. Le nuove norme, introdotte per cercare di contenere gli effetti del cambiamento climatico, stanno spingendo le società a passare da fonti di energia finite tradizionali ad alternative più verdi. I paesi membri dell’Unione Europea, per esempio, hanno dovuto introdurre degli obiettivi specifici per le fonti di energia rinnovabile in linea con la relativa Direttiva. Entro il 2020, il 20% dell’energia dell’UE dovrà provenire da fonti rinnovabili.

Tra i produttori di energia rinnovabile ci sono le centrali eoliche e solari, gli impianti per la generazione di energia idroelettrica, geotermica e da biomassa, oltre alle tecnologie che sfruttano le onde e le maree. La costruzione di altre infrastrutture in questi ambiti e la gestione efficiente degli impianti esistenti sono fondamentali per la produzione di un quantitativo sufficiente di energia rinnovabile.

D’altra parte i finanziamenti statali non riescono a fornire tutti i capitali necessari per costruire e sostenere queste aziende, pertanto bisogna ricorrere ai finanziamenti privati. Generalmente per la costruzione di impianti eolici ci si avvale degli investimenti di grandi società di servizi di pubblica utilità, mentre gli impianti a energia solare spesso sono finanziati da società di sviluppo private più piccole. In nessun caso sono i proprietari a lungo termine del prodotto finito. Per questo entrano in gioco i fondi infrastrutturali chiusi per le energie rinnovabili.

Tra il 2013 e il 2014 sono stati costituiti diversi fondi per acquistare centrali eoliche e solari funzionanti. Greencoat, il primo a essere proposto agli investitori, era stato finanziato dal governo britannico con l’obiettivo di far partire questo settore. Tali fondi oggi vantano un patrimonio di circa 5 miliardi di sterline1 e possiedono la maggior parte delle risorse per l’energia rinnovabile del Regno Unito.

I fondi infrastrutturali specializzati in rinnovabili si propongono di ottenere un rendimento annuo nella regione intorno al 7%-9% e possono offrire un rendimento da dividendi intorno al 6% o superiore. Queste interessanti prospettive di rendimento dipendono dai sussidi statali e dalla vendita di energia alle società di servizi di pubblica utilità.

Case study: il gruppo per le infrastrutture rinnovabili TRIG

TRIG è una società di investimento che opera nel campo delle centrali eoliche e solari onshore nel Regno Unito e in Nord Europa. Al momento della redazione di questo articolo, gestisce in tutto 61 progetti: 32 centrali eoliche, 28 impianti solari e un impianto di immagazzinamento di energia nelle batterie.

TRIG trae vantaggio dalla diversificazione geografica delle sue attività e non dipende da un’unica area per quanto concerne la regolamentazione, le tecnologie, le fonti e i mercati dell’energia e il clima. Si affida per questo alla consulenza di InfraRed Capital Partners, un gestore di investimenti internazionale con sede a Londra di grande esperienza, e del suo gestore operativo Renewables Energy Systems (RES), una società di sviluppo globale che gestisce progetti per le infrastrutture rinnovabili.

Inoltre i flussi di cassa relativamente stabili dei progetti infrastrutturali dipendono da contratti a lungo termine con le società di servizi di pubblica utilità, dai fornitori di energia e dagli introiti attraverso i sussidi. Naturalmente non sono del tutto immuni dalle oscillazioni dei prezzi dell’energia, ma in generale i rendimenti non dipendono in misura rilevante dalle condizioni economiche. Questo offre molti vantaggi in termini di diversificazione. Dunque tale asset class presenta una bassa correlazione con i mercati azionari e altri strumenti sensibili all’andamento dei cicli economici. Nello scenario attuale, caratterizzato da azioni costose e da rendimenti dei titoli di Stato storicamente bassi, le infrastrutture rinnovabili offrono opportunità di investimento interessanti agli investitori multi-asset.

1Capitalizzazione di mercato al 31 luglio 2018. Fonte: Numis.


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